Edicola

Censis, un italiano su due ha scelto la sanità privata

28/10/2014 00:26:51
Nell’ultimo anno quasi un italiano su due si è dovuto rivolgere al privato (e pagare di tasca propria) per usufruire di cure, visite o analisi che nel pubblico avrebbero richiesto una lista d’attesa. Dati interessanti in chiave farmacia dei servizi quelli che arrivano dall’edizione 2014 del Monitor Biomedico, la ricerca con cui il Censis fotografa annualmente comportamenti e aspettative dei cittadini su salute, sanità e assistenza farmaceutica. Presentata ieri a Roma, l’indagine rivela che per il 49% degli intervistati i servizi sanitari della regione di residenza risultano inadeguati (ma al Sud si arriva al 72%) e per il 64% la colpa va alle liste d’attesa. Per il 45%, poi, il ticket è una tassa iniqua (il 22% invece la definisce inutile) mentre per il 35% i farmaci garantiti dal Ssn non bastano a coprire le esigenze di salute del Paese.
E poi c’è la spesa privata: il 48% dice di essersi rivolto direttamente al privato per effettuare analisi, visite e cure, il 35% afferma di averlo fatto per ricevere cure migliori. E se il Ssn perde consensi, è anche per colpa del federalismo: solo il 44% degli intervistati, infatti, ritiene positiva l’attribuzione alle Regioni di competenze in materia sanitaria; e tra coloro che invece bocciano la devolution, c’è un 17,8% che motiva il giudizio con le disparità territoriali causate dal federalismo. (AS)

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