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Sisma, pesanti danni alle farmacie ma servizio funziona

28/10/2016 07:24:15
Quattro o cinque farmacie già dichiarate inagibili, un’altra decina circa danneggiate gravemente e sulle quali Protezione civile e Vigili del fuoco devono ancora pronunciarsi. E’ il bilancio provvisiorio, da aggiornare quasi di ora in ora, dei danni arrecati alla rete territoriale delle farmacie dal sisma che mercoledì sera ha colpito maceratese, Valnerina e uno spicchio di aquilano. Danni decisamente più estesi di quelli provocati dal terremoto del 24 agosto, anche se l’assenza di vittime mitiga lo sconforto. «Al contrario di reatino e piceno» spiega a Filodiretto Ida Maria Kaczmarek, presidente di Federfarma Macerata «queste zone sono abitate più densamente, e la popolazione risiede in una sparsa maglia di paesini da mille-duemila abitanti l’uno. Ognuno dei quali con la sua farmacia».

E così negli uffici della Federazione, dove da ieri mattina si è in contatto costante con le associazioni territoriali delle aree colpite, il quadro che prende corpo è pesante: due farmacie inagibili nell’aquilano (una delle quali, a Pizzoli, era stata ricostruita dopo il terremoto del 2009) e quattro-cinque nel maceratese, tra le quali Pieve Torina e Muccia. Sempre nella stessa provincia, risultano gravemente danneggiate – e quindi potrebbero essere dichiarate inagibili dalle prossime ore – le farmacie di Visso e Ussita e tre farmacie di Camerino. «Per i loro titolari» riprende Kaczmarek, che ieri ha passato la notte girando per i comuni colpiti «è un dramma: alcuni hanno perso anche la casa, altri avevano acquistato la farmacia da poche settimane. Sono vite e famiglie che devono ricostruire il loro futuro».

In piena attività anche le unioni regionali del sindacato. In un incontro con i vertici della Sanità marchigiana, Federfarma ha chiesto lo stop a ogni forma di compartecipazione sui farmaci di fascia A e la gratuità dei medicinali di fascia C e Sop-Otc. E davanti alla stampa, il presidente Pasquale D’Avella ha rassicurato i marchigiani sulla continuità del servizio farmaceutico. «Nonostante disagi e farmacie inagibili, nessuno resterà senza farmaci». Già in queste ore, ha detto D’Avella, l’assistenza alle popolazioni colpite è assicurata dai farmacisti “senza farmacia” di quegli stessi comuni: «Prestano servizio girando casa per casa o dispensando davanti alla farmacia danneggiata o inagibile» ha spiegato il presidente di Federfarma Marche «con i Vigili del fuoco che di tanto in tanto entrano nell’immobile per rifornirsi di medicinali. Le farmacie sono tutte funzionanti e i farmacisti sono tutti al loro posto, in prima linea».

Anche in Umbria, dove sono 8 le farmacie (tutte della Valnerina) che lamentano danni più o meno estesi, Federfarma si prepara a chiedere alla Regione l’esenzione dal ticket per i residenti delle zone colpite e la sospensione del Piano terapeutico per i farmaci in dpc. «Stiamo anche pensando di chiedere alla Federazione di devolvere ai titolari colpiti tre mensilità del contributo associativo a carico dell’Unione regionale, un piccolo gesto di solidarietà in attesa delle iniziative che si riuscirà a mettere in campo». Nell’aquilano, invece, l’emergenza riguarda le ispezioni della Protezione civile: «Abbiamo diverse farmacie lesionate dallo sciame sismico successivo al terremoto del 24 agosto» spiega il presidente di Federfarma l’Aquila, Alfredo Orlandi «che ancora dovevano essere verificate e che ora, con la scossa dell’altra sera, stanno in condizioni ancora più incerte. L’impegno della Protezione civile è massimo, ma purtroppo uomini e condizioni ambientali rendono il lavoro difficile». (AS)

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