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Generici, aumentano consumi e torna querelle su sostituzione

30/05/2013 10:52:54
Ogni volta che si parla di generici, segua sempre una scia di polemiche legate alla sostituzione. Non fa eccezione il servizio con cui oggi l’agenzia di stampa AdnKronos traccia un bilancio della norma sulla prescrizione per principio attivo varata l’estate scorsa dall’ex ministro Balduzzi. I dati, provenienti da Assogenerici, parlano di un aumento di circa il 25% delle confezioni di equivalenti vendute nel periodo settembre 2012-marzo 2013 (rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente). In alcune regioni poi l’incremento è ancora maggiore: nella sola Calabria, per esempio, le vendite sono cresciute del 36%. «I dati» è il commento rilasciato all’AdnKronos dal presidente di Assogenerici, Enrique Häusermann «sembrano confermare quanto abbiamo sempre sostenuto: il ritardo dell'Italia rispetto ai mercati europei è dovuto innanzitutto a un problema culturale. Aver chiesto al medico di indicare anche la molecola accanto eventualmente al nome commerciale è stato utile a rendere chiaro al paziente che passare all'equivalente non significa cambiare farmaco, ma soltanto cambiare confezione e prezzo».
Subito a ruota le polemiche. La prima scintilla l’accende la Fimmg, che con il suo segretario nazionale – Giacomo Milillo – conferma il pollice verso sulla prescrizione per principio attivo: «Ancora troppa confusione» spiega «ci sono pazienti che si vedono cambiare il farmaco a ogni rinnovo di confezione tanto da interrompere la terapia per potersi prima chiarire con il proprio medico». Ma a dar fuoco alle polveri è Federanziani: «Ben vengano i generici» commenta il presidente, Roberto Messina «ma preoccupa l'abnorme “zapping farmaceutico” cui sono esposti i pazienti, anziani in particolare. Chi deve prescrivere il generico è il medico di famiglia, non si dovrebbe lasciare a un soggetto terzo come il farmacista la scelta di quale scatola consegnare al paziente».
Sostituzione di nuovo nel mirino, in sostanza. E farmacie all’immediata controreplica. «Le preoccupazioni espresse da Federanziani non hanno alcun fondamento» osserva la presidente di Federfarma, Annarosa Racca «l’Aifa, attraverso le liste di trasparenza, assicura un vaglio scientifico che non dà spazio a errori, come peraltro confermato dall’esperienza di molti anni d’impiego dei generici. La farmacia sostituisce nei casi consentiti e la sostituzione è una pratica ormai consolidata in Italia così come in molti altri Paesi europei». Piuttosto, continua Racca, «i dati relativi all’aumento dei consumi dei generici confermano che la cultura del farmaco equivalente si è ulteriormente diffusa e le farmacie lo apprezzano, perché hanno collaborato alla diffusione di questi medicinali fin dal 2001».
Stesse considerazioni anche dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli, che ricorda come il farmacista non sia solo «l’unico professionista abilitato a dispensare il farmaco e al quale è fatto obbligo di consigliare il paziente sull’uso del medicinale che gli è stato prescritto, ma sempre più spesso è coinvolto nel promuovere l’aderenza alla terapia in collaborazione con il medico». «Le nuove norme sulla prescrizione per principio attivo» ricorda in chiusura ancora il presidente di Assogenerici «si limitano a chiedere al medico l’indicazione della molecola, non gli impediscono di indicare uno specifico prodotto né di apporre la non sostituibilità, a patto che sia sinteticamente motivata». (AS)

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