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Di Iorio (Credifarma): «Già al lavoro per tornare protagonisti»

30/06/2015 00:44:00
Anche se ancora manca l’ok di Bankitalia al business plan varato ad aprile dall’assembla dei soci, con l’insediamento dei nuovi vertici sono già cominciati in Credifarma gli interventi per ripristinare la patrimonializzazione della società e riportarla sul mercato del credito. Conferma la seduta del cda dell’altro ieri, nella quale sono stati stipulati i primi accordi di cartolarizzazione diretti alla ristrutturazione del debito. E ai quali altri seguiranno a partire da martedì, come spiega a Filodiretto il neopresidente di Credifarma, Michele Di Iorio.

Di Iorio, mercoledì l’assemblea dei soci ha ratificato la sua nomina alla presidenza, il giorno dopo si è insediato il nuovo cda e sono stati assegnati gli incarichi. Manca soltanto il via libera di Banca d’Italia al piano di riassetto…
Lo aspettiamo a breve. Io sono fiducioso, ritengo che la valutazione sarà positiva anche perché il piano predisposto è eccellente. Federfarma si è mossa in prima persona mettendoci la faccia e le due banche socie hanno dimostrato che disporre di uno strumento per il credito alle farmacie interessa pure a loro.

Intanto è partita la cartolarizzazione. Riguarderà l’intero indebitamento?
No, servirà a riportare Credifarma al punto di partenza, ossia al livello di patrimonializzazione chiesto da Bankitalia. E’ l’inizio di un percorso, che si protrarrà fino al prossimo ottobre.

Un nuovo inizio?
Direi di sì. La novità più importante è che d’ora in avanti Federfarma diventa protagonista della storia di Credifarma, secondo il ruolo che spetta all’azionista di maggioranza e senza alcuna subalternità nei confronti delle banche.

Però la società ritorna al suo core business, quello dell’anticipazione delle dcr. Un passo indietro?
Ma questo, come ho detto, sarà soltanto il punto di partenza per un ritorno al futuro. Quindi, con i soci, valuteremo quale catalogo di prodotti bancari si potrà offrire alle farmacie e come operare. Poi dovremo essere bravi noi a costruirci il nostro portafoglio di clienti. Di certo, fa ben sperare l'entusiasmoche ho riscontrato nel personale di Credifarma al mio arrivo, c'è voglia di fare e ne sono contento.

Qualcuno dice che così, però, Credifarma non eserciterà più alcun calmieramento sul mercato del credito…
Al contrario. Staremo sul mercato nel modo più trasparente possibile e offriremo le stesse condizioni a tutte le farmacie italiane, dalle Alpi fino all’Etna. In altre parole, Credifarma continuerà a lavorare per i farmacisti e a sostenere la farmacia come ha fatto finora. Lo ripeto, è un passaggio di testimone nella continuità.

In un’intervista di un paio di anni fa, l’amministratore delegato uscente di Credifarma, Claudio Ciampi (cui è subentrato giovedì Marco Alessandrini, ndr), disse che il mercato del credito era cambiato e i titolari non potevano più considerare la farmacia il bancomat di famiglia. Di più, per accedere al credito avrebbero dovuto cominciare a presentare alle banche business plan solidi e credibili, alla stregua di ogni altra impresa. Quella considerazione resta valida?
Da farmacista titolare, dico che le farmacie devono imparare a tirare la cinghia e stringere i denti. Il mercato non è più quello di vent’anni fa, le regole sono cambiate e le farmacie vivono in quelle regole, quindi devono adeguarsi.

Vale anche come richiamo ai commercialisti, che con le farmacie ci lavorano?
No, anzi. In futuro Credifarma coinvolgerà in modo propositivo commercialisti, fiscalisti e avvocati del settore nei propri progetti di lungo termine. E altrettanto farà con distributori e produttori. Le soluzioni ai problemi della farmacia si possono cercare soltanto nella filiera, attraverso la partecipazione e la collaborazione. (AS)

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