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Racca: dalla ricetta dem alla Manovra, il 2016 di Federfarma

30/12/2016 00:44:25
Dal ddl concorrenza alla Legge di stabilità per il nuovo anno, dalla digitalizzazione di ricette e scontrini al doppio sisma di agosto e ottobre, che ha visto le farmacie delle aree colpite prodigarsi per le popolazioni locali con una dedizione ben superiore al mero dovere professionale. C’è tanto nel bilancio con cui Federfarma chiude il 2016 e comincia a stilare la lista degli impegni che l’attendono da gennaio. Un consuntivo che per la presidente del sindacato titolari, Annarosa Racca, reca il segno più a pié di lista.

Presidente, se il 2016 fosse un album da sfogliare da quale pagina partirebbe?
Quello che sta per finire è un anno che ha richiesto a Federfarma un forte impegno su più fronti: per difendere la farmacia e la sua sostenibilità, per assicurarle nuovi ruoli in un Ssn in profonda trasformazione e infine per tenerla al passo con l’innovazione e la Sanità digitale. In questa cornice, vale la pena partire da una delle ultime pagine, ossia la Legge di bilancio per il 2017. Perché rappresenta anche una delle promesse più importanti dell’anno che sta per iniziare: il Fondo sanitario nazionale, dal quale discende il budget per la spesa farmaceutica, cresce di due miliardi rispetto a quest’anno; inoltre viene riorganizzato il sistema dei tetti, con la farmaceutica convenzionata su un piatto e ospedaliera più distribuzione diretta sull’altro. Ne derivano una certezza e un auspicio: la prima è che gli sforamenti della spesa farmaceutica determinati dalle Asl non comporteranno più eventuali ripiani a carico delle farmacie. L’augurio, invece, è che il nuovo sistema spinga nel 2017 le Regioni a spostare dalla diretta alla convenzionata una buona fetta di quei farmaci che oggi passano dalle Asl: con i nuovi tetti, sarà ancora meno facile giustificare economicamente certe scelte.

Il rifinanziamento a 113 miliardi del Fondo sanitario è merito anche del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin…
Lei è tra quelli che più si sono battuti per incrementare le risorse del Ssn nel nuovo anno, e la sua riconferma nel governo Gentiloni ne è diretta conseguenza. Il Ministro ha sempre tenuto la farmacia del territorio in particolare considerazione, come confermano altri due provvedimenti legislativi da ricordare: i nuovi Livelli essenziali di assistenza e il Piano nazionale delle cronicità, dove la farmacia dei servizi trova ulteriore accreditamento nell’ambito di una strategia volta a potenziare le cure territoriali. In entrambi i casi, abbiamo raccolto i frutti del rapporto di costruttiva collaborazione instaurato da tempo con il Ministero.

E’ frutto di un rapporto costruttivo anche il protocollo con il ministero degli Interni per la sicurezza in farmacia…
Un altro bel traguardo. L’accordo, firmato nella primavera scorsa con il ministro Alfano, introduce nuove procedure di videosorveglianza e intensifica la collaborazione con le forze dell'ordine. L’augurio, dunque, è che le associazioni provinciali della Federazione continuino a recepirlo localmente, considerati anche i segnali d’incoraggiamento che arrivano dall’Ossif, l’Osservatorio sulla sicurezza anticrimine dell’Abi (l’Associazione bancaria italiana, ndr) cui Federfarma partecipa: dopo anni di crescita costante, nell’ultimo biennio le rapine in farmacia hanno fatto segnare una netta inversione di tendenza, con un calo del 14,2% nel 2014 e del 14,4% nel 2015.

Federfarma ha lavorato intensamente anche con l’Aifa…
Certo. Tra i risultati più importanti metto il protocollo sulle carenze, firmato a settembre assieme alle altre sigle della filiera. A prescindere dalla piega che potranno prendere i ricorsi avviati da alcuni farmacisti-grossisti, quell’accordo esprime l’impegno incessante che la Federazione ha profuso per contrastare mancanze e irreperibilità nel circuito distributivo. Continueremo a lavorare su questo fronte anche nel nuovo anno, perché siamo convinti che la persistenza del fenomeno rappresenta per la rete delle farmacie un elemento di grave instabilità. Vale anche la pena di ricordare la determina che ha escluso le farmacie dal ripiano degli sfondamenti per il triennio 2013-2015. Siamo riusciti a far passare la nostra lettura delle norme sul payback: i titolari non possono essere chiamati a rispondere degli sforamenti della spesa farmaceutica territoriale quando a provocarli è la distribuzione diretta delle Asl.

Il 2016 è stato anche l’anno della grande digitalizzazione: dal marzo scorso la ricetta dematerializzata è valida sull’intero territorio nazionale, da gennaio tutte le farmacie spediscono gli scontrini fiscali per la dichiarazione precompilata dei redditi…
In entrambi i processi Federfarma e la sua società di servizi, Promofarma, hanno lavorato intensamente per tutelare le farmacie da inutili appesantimenti burocratici senza però dare alla controparte pubblica l’impressione che si volesse remare contro: la categoria è a favore dell’innovazione quando la tecnologia semplifica la vita agli assistiti e ai farmacisti. Promofarma ha fatto costantemente da cinghia di trasmissione tra Sogei e software house del comparto, piallando le asperità e difendendo le ragioni della farmacia. Lo stesso hanno fatto la Federazione e le sue rappresentanze in tutti i tavoli regionali dove si è discusso - e ancora si discute - di dematerializzazione delle ricette.

Parliamo di un’altra società partecipata da Federfarma, Credifarma: qual è il bilancio di fine anno?
Nel 2016 abbiamo portato a termine il risanamento della finanziaria e programmato le coordinate del suo rilancio. Sono stati necessari sacrifici e scelte difficili, ma i numeri ci stanno dando ragione. Ora occorre l’ultimo sforzo, ossia quell’aumento di capitale che serve a Credifarma per entrare nel novero dei mediatori finanziari. Abbiamo ottenuto il via libera dell’assemblea federale alla ricapitalizzazione, come azionista di maggioranza il passaggio era fondamentale. L’auspicio è che il 2017 sia l’anno in cui la nuova Credifarma si riconfermerà la finanziaria di riferimento di tutti i farmacisti italiani.

Passiamo al rinnovo della Convenzione: sembrava che la trattativa con la Sisac si sarebbe aperta entro la fine dell’anno, invece niente…
L’integrazione dell’Atto d’indirizzo approvata a luglio dal Comitato di settore-Sanità aveva fatto ben sperare, anche perché nei mesi precedenti era proseguito intenso il confronto tra Federfarma e Regioni sui contenuti della nuova convenzione. In ogni caso il rinnovo dell’accordo nazionale rimane la priorità e anche nel nuovo anno continueremo a premere sulla Sisac e sugli assessori alla Salute perché la trattativa si apra. Peraltro, quando sta accadendo sullo stesso fronte ai medici di famiglia – che nei giorni scorsi hanno rispedito al mittente il terzo atto d’indirizzo in due anni di trattativa – fa capire che le difficoltà non riguardano soltanto le farmacie.

Chiudiamo con il ddl concorrenza: il testo è fermo dall’estate a Palazzo Madama…
Ci siamo battuti intensamente - dalla presentazione del testo in Consiglio dei ministri, nel febbraio 2015, fino all’ultimo voto parlamentare, quello della commissione Industria del Senato nel luglio scorso - perché dal ddl restasse fuori la liberalizzazione dei farmaci con ricetta. Nonostante le decine di emendamenti presentati alle Camere su istigazione della gdo, siamo riusciti nell’intento facendo capire alle forze politiche l’importanza della farmacia quale presidio sanitario di prossimità. Considero un punto a favore anche i paletti sulle catene aggiunti al Senato: il tetto del 20% non mette al riparo da tutti i rischi, ma intanto Federfarma è riuscita sensibilizzare il Parlamento sul tema. (AS)

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