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Storie dal sisma: il sindaco-farmacista e i container che mancano

29/10/2016 00:59:53
Già è farmacista di paese, che in una piccola comunità come quella di Caldarola, comune del maceratese di 1.900 abitanti scarsi, significa ritrovarsi ogni giorno davanti al banco della farmacia volti e voci familiari. Poi è anche sindaco, sempre nello stesso paese; quindi quei volti che vanno quotidianamente a trovarlo quando indossa il camice bianco prima o dopo se li ritrova anche in Municipio, i cui uffici stanno proprio sopra la farmacia. Difficile allora non capire Luca Giuseppetti – così si chiama il sindaco-farmacista di Caldarola, che ricopre anche la carica di vicepresidente rurale di Federfarma Macerata – e la sfuriata che ieri gli ha fatto guadagnare un lancio di agenzia dell’Ansa: «Ho cento sfollati ricoverati in un capannone privato, il Municipio inagibile, la scuola e tutte le chiese chiuse» ha tuonato ieri con i giornalisti «ma qui non s’è visto nessuno: due tecnici della Protezione civile che sono andati via subito, e a levare le macerie ci devo pensare io».

Come tutti gli altri farmacisti di questa parte di Appennino e dell’altra, colpita dal sisma del 24 agosto, Giuseppetti è sceso in strada ad aiutare e sostenere non appena le ultime scosse si sono acquietate. E la rabbia si deve al fatto che il suo paese aveva già subito lesioni nel terremoto di due mesi fa e negli sciami sismici che erano seguiti. «Ad agosto» spiega a Filodiretto «la mia casa aveva riportato qualche danno ma poca roba, da mercoledì invece è inagibile». Regolarmente aperta, invece, la farmacia: «Lamentiamo danneggiamenti ai beni in magazzino» conferma Giuseppetti «però apriamo regolarmente. Anche se il giorno dopo la mia collaboratrice se n’è rimasta a casa per lo choc, quindi ho dovuto dividermi tra banco e municipio». Anche lui, comunque, ammette di aver avuto paura: «La prima scossa, quella delle sette, mi ha sorpreso che ero in Comune a preparare la festa del nostro patrono, San Martino, in programma per l’11 novembre; sono tornato a casa e lì è arrivata la seconda, la più forte. E’ stato un bello spavento, io ormai questo sisma lo chiamo il doppio colpo».

Quanto allo sfogo sugli aiuti che non si vedono, tutto già chiarito. «Oggi (ieri, ndr) sono venuti a Caldarola il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani. Abbiamo fatto il punto, ho spiegato la situazione, ci siamo spiegati reciprocamente. Non siamo a terra come Ussita (paese poco distante, quasi interamente evacuato, ndr) ma abbiamo i nostri bei problemi». Se non altro, Giuseppetti è riuscito a ottenere dal presidente della Regione l’impegno a congelare la chiusura della Guardia medica, già programmata per dopo i Santi. «E’ una cosa inconcepibile» commenta «i paesini come Caldara sono abitati soprattutto da anziani e la viabilità è quella che è anche in tempi normali. Mantenere il servizio di guardia medica non assicura soltanto l’assistenza primaria, è anche un modo per tranquillizzare psicologicamente gli abitanti. Ci stanno togliendo tutti i servizi, questo non possono chiuderlo».

Intanto ieri il Servizio sanità della Regione ha confermato l’estensione delle agevolazioni introdotte dopo il sisma del 24 agosto anche alle comunità colpite dal terremoto di mercoledì: esenzione dal pagamento della differenza di prezzo in caso di prescrizione di generici, dispensazione in regime rimborsato anche in assenza del necessario piano terapeutico, erogazione gratuita dei farmaci di fascia C e Sop-Otc, dispensazione dei prodotti per celiaci anche in mancanza dell’autorizzazione regionale. Da Federfarma Marche, invece, è partito ieri un appello a tutte le organizzazioni territoriali del sindacato perché segnalino con urgenza l’eventuale disponibilità di container da inviare nelle zone colpite per ospitare le farmacie dichiarate inagibili. Le segnalazioni possono essere inviate telefonicamente alla Federazione nazionale, 06-703801, oppure a Federfarma Marche, 071-2916472. (AS)

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