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L'influenza presenta il conto: la denuncia di Federanziani

13/02/2007 16:56:42

Pubblichiamo il comunicato stampa diramato da Federanziani il 13 febbraio per denunciare gli alti costi per la collettività dovuti al limitato ricorso alla vaccinazione antinfluenzale.

COMUNICATO STAMPA FEDERANZIANI


Tre quarti dei lavoratori non si vaccina mai, mentre si tutela il 66% dei pensionati. Un'indagine di FederAnziani fornisce un utile contributo per abbattere le perdite al sistema economico: ogni vaccino produce risparmi pari a 10-15 volte il suo costo.

L'INFLUENZA PRESENTA IL CONTO: 32 MLN DI GIORNATE LAVORO PERSE E 3 MLD DI EURO DI COSTI PER AZIENDE, STATO E FAMIGLIE.

Un conto salato, pesante quello che l'influenza presenterà anche quest'anno alle aziende, allo Stato e alle famiglie: poco meno di 3 miliardi di euro di costi diretti, escludendo quelli indiretti, ed oltre 32 mln di giornate di assenza dal posto di lavoro. Un "impatto" economico pari ad una "manovrina", che scaturisce dall'indagine nazionale su "Cittadino e vaccino" commissionata da FederAnziani allo scopo di avere contezza del fenomeno e tracciare le possibili contromisure.
Nei paesi industrializzati l'influenza rappresenta la terza causa di morte per malattie infettive, dopo l'Aids e la tubercolosi. Nonostante questo e sebbene siano palesi e ingenti i danni che provoca, si continua a trascurare l'unica arma vincente per combatterla: la vaccinazione. Nel nostro Paese, il programma di prevenzione è concepito come deterrente alle complicanze della malattia (per bambini e anziani), e non come fattore di risparmio per il sistema economico. A supporto di ciò sono i dati. Eloquenti. La vaccinazione in Italia interessa solo il 18% della popolazione, poco più di dieci milioni di soggetti, di cui il 66% sono persone da 65 anni in su, che ricevono le dosi gratuitamente dal Ssn. Il vaccino, invece, è quasi sconosciuto dai 20 ai 64 anni (dal 2 al 7% dichiara di assumerlo). Tre quarti dei lavoratori non si vaccina mai e, quindi, va in ufficio o in azienda nella consapevolezza di avere una buona possibilità di contrarre febbre e malessere o, viceversa, e di trasmetterli ai colleghi ed ai cittadini. Ad essere carenti nella prevenzione sono proprio le categorie a rischio  (insegnanti, personae asili nido,addetti alle poste, dipendenti difesa e pubblica amministrtazione,forze di polizia,medici, infermieri, etc.): solo il 23% si vaccina annualmente, il 13% lo fa saltuariamente e ben il 64,1% non lo ha mai fatto. Nel 2006 l'influenza ha steso a letto poco meno di 9,6 milioni di italiani e non meno saranno quelli che dovranno fare i conti con l'Americana, il ceppo di quest'anno. Nella fascia dei lavoratori (poco meno di 5 mln) la metà è guarita in meno di una settimana, il 30% è restato a casa i "classici" sette giorni, mentre per i restanti malati i sintomi sono durati più di una settimana. Il danno per i datori di lavoro pubblici e privati e' di 1,9 mld, a cui bisogna aggiungere le mancate entrate dell'Inps, i costi del Ssn e delle famiglie per le cure, la mancata produzione, il lavoro dei medici, ecc. Per abbattere queste cifre non si può far altro che incoraggiare con specifiche campagne di sensibilizzazione i lavoratori a vaccinarsi, rendere facile ed accessibile la vaccinazione , come ad esempio la possibilità di effettuare tale prevenzione all'interno delle 17.000 farmacie disclocate su tutto il territorio. FederAnziani ha calcolato che se si riuscisse ad immunizzare i 23 milioni di lavoratori italiani si spenderebbero 117 mln di euro (5 euro per dose), ma i risparmi reali sarebbero almeno di dieci-quindici volte superiori,
La conferma della mancata attenzione 'a monte' è sostenuta anche dal Prof. Francesco Mennini, del Ceis dell'Università di Roma "Tor Vergata", che sottolinea: "La nostra spesa per prevenzione in generale si attesta su livelli prossimi a quelli dei paesi meno industrializzati, e il problema legato alla vaccinazione per l'influenza conferma il dato. E', quindi, necessario focalizzare l'attenzione sull'accrescimento dell'efficienza della spesa sanitaria. Vi è la necessità - aggiunge Mennini - di creare i presupposti per promuovere una ottimale allocazione delle risorse, aumentare la soddisfazione dei cittadini ed evitare duplicazioni delle prestazioni e possibili iniquità. Aumentando l'efficienza dei servizi erogati, mediante l'utilizzo di incentivi, si potrebbero liberare risorse utili ad accrescere il livello di salute se opportunamente investite in altre determinanti della salute stessa quali, ad esempio, gli interventi di prevenzione rivolti alla popolazione a rischio".
Il sondaggio completo sarà disponibile on-line sul sito: www.federanziani.it.

Per contatti: 063721741 - 3483726123    L'Ufficio stampa

Roma, 13/02/2007

Visualizza le elaborazioni di Federanziani

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