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Livia Turco in Commissione Affari Sociali: la sanità italiana è una casa solida

27/06/2006 17:39:18

Tra qualche giorno (il 4 luglio) il Governo presentera’ alle Regioni le linee del Documento di programmazione economica finanziaria e, contestualmente, le Regioni evidenzieranno le proprie proposte all’Esecutivo. L’occasione sara’ una prima sintesi per la definizione del ‘Nuovo Patto per la spesa sanitaria’, indicato dal ministro Turco come una priorita’ assoluta per il Governo e per le Regioni, senza distinzione di colorazione politica o collocazione territoriale.

In un incontro con i giornalisti il ministro ha riassunto quanto espresso poco prima alla Camera, in commissione Affari sociali, dove, ribadito che il punto di riferimento del suo mandato e’ il programma dell’Unione, sostiene la necessità di un ‘New Deal della Salute’ nel quale siano coinvolte tutte le componenti del sistema sanita’: obiettivo e’ un Patto per la salute orientato alle esigenze dei cittadini, che tenga pero’ ampio conto del peso che il sistema ha nella realtà economica e produttiva del Paese.  Con soddisfazione Turco osserva che ‘dopo anni di politiche sostanzialmente orientate ad una visione liberista, con uno sforzo di analisi e approfondimento rimarchevole, gli industriali italiani hanno prodotto un coraggioso ribaltamento nelle proprie posizioni, arrivando a sostenere la necessità di mantenere e rafforzare il nostro ssn quale grande elemento di stabilita’ economica e sociale per l’intero Paese’.

Turco insiste molto sulla condivisione e sulla responsabilità di tutti gli attori – istituzioni, enti, operatori economici e sanitari, cittadini e loro rappresentanti - nel perseguire l’appropriatezza delle prestazioni e la lotta agli sprechi,  indicando tra i molti soggetti da coinvolgere attivamente anche il cittadino che ha una sorta di ‘dovere di non ammalarsi’ , seguendo corretti stili di vita, e puo’ essere sottoposto a un ticket per le analisi non ritirate. Come anche insiste sulla necessità di politiche sociosanitarie sempre piu’ integrate, anche attraverso una azione interministeriale.

Per un vero coinvolgimento nei processi decisionali condizione necessaria e’ la informazione: piani strategici, linee di indirizzo, programmi, attività effettivamente svolte, risultati conseguiti dovrebbero diventare progressivamente strumenti di dialogo con fasce sempre piu’ estese dell’opinione pubblica, confrontando l’obiettivo con il risultato raggiunto: la verifica dei risultati e’ un altro punto strategico per il ministro

Le risorse destinate alla sanità sono ovviamente un nodo cruciale:  nel triennio 2007-2009 devono attestarsi al 6,6% del PIL, affiancate da un fondo straordinario per le Regioni ‘che hanno grandi criticità finanziarie’, con l’obiettivo dell’azzeramento dei debiti entro il 2009. Le Regioni ‘vengono richiamate a forte autonomia e inderogabile responsabilita’ di bilancio’. Se una Regione  diventa piu’ efficiente e risparmia utilizza a sua discrezione le risorse liberate, se ha spese eccedenti le deve finanziare con risorse proprie.

Anche per la definizione di una ‘Nuova politica farmaceutica’ il Ministro intende gestire un tavolo istituzionale allargato alle diverse componenti del settore, riconoscendo al farmaco come elemento trainante per lo sviluppo. E quindi ‘ un monitoraggio attento  e costante della spesa per la farmaceutica convenzionata e non convenzionata (ospedaliera + distribuzione diretta) a livello nazionale  e regionale’ ; una eventuale rideterminazione del tetto per la spesa farmaceutica all’interno del Fondo sanitario, spazio agli accordi per l’innovazione e la ricerca, ma anche grande attenzione alla correttezza delle aziende, dei singoli informatori e dei medici perche’ ‘non possiamo immaginare alcun patto in presenza di logiche di marketing cosi’ esasperate con ripercussioni sulla stessa legalita’ del sistema, come purtroppo abbiamo registrato ancora di recente’ (ndr  pochi giorni fa sono stati arrestati per comparaggio tre manager di una azienda farmaceutica che si e’ subito dissociata dalla attivita’ dei suoi dipendenti)

Nel ribadire la volontà di  rivedere la legge Fini Giovanardi sulle tossicodipendenze e di promuovere le terapie contro il dolore -in attesa degli atti amministrativi preannunciati in una occasione precedente per semplificare le prescrizioni dei farmaci antidolorifici - Turco si e’ impegnata intanto per il dronabinol, un principio attivo analogo  a quello della cannabis, ancora non in commercio in Italia.

Un obiettivo di legislatura illustrato dal ministro e’ la Casa della Salute (ndr. Ci piacerebbe che la denominazione non fosse casuale e il Ministro avesse mutuato la definizione dallo slogan della campagna Federfarma: Farmacia, la casa della salute). La Casa della Salute dovrebbe diventare la struttura polivalente e funzionale in grado di erogare materialmente l’insieme delle cure primarie e di garantire la continuità assistenziale con l’ospedale  e le attività di prevenzione.  Il medico di famiglia sarebbe il perno di una squadra con i medici del distretto - istituzione che deve  decollare – specialisti ambulatoriali, professioni sanitarie, ‘in un lavoro che deve essere a rete e non piu’ gerarchico e frammentato’. La Casa della Salute, insomma, dovrebbe prendersi in carico il cittadino per tutte le attivita’ socio-sanitarie: educazione sanitaria e prevenzione, cure primarie e secondarie e autogestione delle malattie croniche.  Aperta per gli accertamenti diagnostici-strumentali 7 giorni su 7, per almeno 12 ore al giorno e base per attività di teleconsulto e telemedicina,la Casa della Salute deve realizzare la continuita’ terapeutica tra la fase acuta e quella post-acuzie e la riabilitazione. Il progetto potrebbe essere adottato in modo sperimentale in alcune realtà anche con un sostegno finanziario del ministero.

Questi in sintesi, i punti toccati  dal ministro che, ad esempio sul ticket, si riserva una posizione piu’ precisa per quando conoscera’ la finanziaria nel suo complesso.

Ci auguriamo che la condivisione diventi veramente un metodo di lavoro che coinvolga anche la farmacia nelle decisioni importanti, che il ministro riesca a salvaguardare le risorse necessarie alla sanità e a ridurre le costose inefficienze – nessuna peraltro imputabile alla farmacia - che pesano sul sistema.

Da parte nostra ribadiamo la disponibilita’ a essere piu’ pienamente coinvolti nel servizio sanitario nazionale anche nel quadro di  una assistenza sanitaria territoriale a misura delle reali esigenze del malato e della sua famiglia. Condividiamo la volonta’ di monitoraggio continuo delle prestazioni: ricordiamo al Ministro che per il farmaco il sistema e’ gia’ pienamente funzionante, spesa e consumi sono tempestivamente a disposizione delle istituzioni preposte alla salute e ai controlli: ora rischia invece di essere messo in crisi dalle modifiche (peggiorative) introdotte dall’art. 50 (ndr che sembrano peraltro non accettate dalle Regioni). 

Ai giornalisti Turco ha detto che nella discussione per i nuovi provvedimenti sosterra’ che la sanita’ ha gia’ dato.  Anche la Farmacia ha gia’ dato, e non poco. Speriamo che Governo e Regioni se lo ricordino. A giorni il DPEF ci fornira’ ulteriori elementi di giudizio.

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