Edicola

Nicola non passa più

22/09/2020 17:51:07
di Maria Antonietta Labrozzi, Farmacia Labrozzi, Petacciato (Cb)

La farmacia sta in faccia alla chiesa del paese e l’una e l’altra hanno una cosa in comune: la porta aperta. Sia noi che Don Mario conosciamo tutti e di ciascuno sappiamo le sofferenze e i dolori.
Gli uomini entrano poco, sono le donne che si occupano delle faccende di salute, proprio come in chiesa. Nicola, per esempio non lo avevamo mai visto, prima che sua moglie si ammalasse.
Era sempre lei ad andare dal medico e a venire in farmacia con le ricette con le prescrizioni per piccoli disturbi. Mai nulla d’importante.
Una donna piena di allegria, dalla battuta pronta. Poi all’improvviso Nora è scomparsa per un lungo periodo e Nicola ha iniziato ad accollarsi queste incombenze. Così lo abbiamo conosciuto.

I primi tempi aveva lo sguardo sperduto, si avvicinava al banco quasi con timore.
Però chiunque di noi lo servisse, ha cercato di metterlo a proprio agio.
Gli abbiamo chiesto di Nora e delle cure che stava facendo.
Era preoccupato, anzi proprio angosciato, di sapere la moglie ammalata e sofferente, che cambiava sotto i suoi occhi ogni giorno un po’ di più. Parlava con un filo di voce, gli occhi tristi, scuotendo il capo.
«Adesso ha perso i capelli», diceva guardandosi intorno come a volerli ritrovare.
«Non si deve preoccupare di questo signor Nicola, vedrà che ricresceranno».
«Si sente debole, è nervosa», riferiva sconsolato.
«È normale in questa fase. Le cure sono forti. Ma appena guarirà tornerà a essere la Nora di sempre. Le dica che le mandiamo un bacio e che l’aspettiamo. Ci mancano le sue risate».
Se ne andava un po’ sollevato dai nostri incoraggiamenti.

E infatti è ricomparsa, dopo qualche mese, accolta dai nostri abbracci, a raccontarci la brutta avventura. Noi a congratularci per lo scampato pericolo.
«Nora che bravo marito che hai!».
«Sì, meno male che adesso sto bene, che mi ero stufata di vedermelo intorno come un cane bastonato. Più per lui che per me volevo guarire», e ridiamo insieme.
Nicola ritorna alla sua vita di sempre, scomparendo dalla nostra vista.
Ma per un inatteso, imperscrutabile destino, subito dopo l’uomo si ammala a sua volta.

Sarà stata la forte scarica di tensione che ha dovuto sostenere mentre Nora stava male, sarà che la vita è un mistero senza limiti, è stato attaccato da un morbo impietoso che lentamente gli sottrae ogni energia.
Nora va dal dottore e viene a prendere le medicine.
Adesso è lei a non darsi pace.
«È depresso, dice che non ce la farà. Io mi arrabbio. Deve pensare cose buone. Se si abbatte non si aiuta».
«Brava Nora, devi sostenerlo come lui ha fatto con te».
Ma la diagnosi è terribile e lascia poche speranze.
Tra una seduta di terapia e l’altra, rivediamo Nicola.
Passeggia solitario sul viale, passa davanti alla porta e butta uno sguardo dentro, senza entrare. Noi lo intercettiamo, gli lanciamo un sorriso, un cenno di saluto con la mano, che significano «Coraggio Nicola, non ti arrendere!».
Anche lui accenna un sorriso sconsolato e prosegue a camminare. Poi ripassa e di nuovo ci cerca con gli occhi.

La nostra porta è sempre spalancata, in ogni stagione e con qualunque tempo, come quella della chiesa che abbiamo di fronte. Qualcuno se ne lamenta ogni tanto ma noi la vogliamo così.
Un luogo di soccorso deve poter accogliere senza intralcio.
Entrano le mamme spingendo i passeggini.
I bimbetti che muovono i primi passi e salgono e scendono dallo scivolo esterno, entrano da soli trotterellando sulle gambette instabili e ci sorridono soddisfatti dell’impresa.
Entrano bambini con le ginocchia sbucciate e sanguinanti per una caduta a farsi medicare.
Entrano le signore con le mani impegnate dai sacchetti della spesa.
Entrano i disabili con le loro carrozzelle.
Entrano le persone con i cani.
Entrano gli anziani col bastone.
Entra chi, assalito da un malore viene a stendersi sul lettino ad aspettare il medico o il 118 che noi chiamiamo all’istante.
C’è anche chi, come Nicola, non entra, ma ci saluta con gli occhi e cerca il conforto di un sorriso.
Senza barriere, senza vetri, senza ostacoli nemmeno virtuali.
Da qualche giorno Nicola non passa più. È andato a passeggiare in un altrove ignoto.
Ci manca.

Questo lavoro genera anche un malinconico archivio di assenze.
Però a noi sembra ancora di vederlo passare sul viale e sorridiamo al suo spirito.
Perciò la nostra porta resterà sempre spalancata.
 

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